{"id":553,"date":"2023-12-29T20:53:26","date_gmt":"2023-12-29T19:53:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiolegalepuce.it\/aca\/?p=553"},"modified":"2026-06-12T17:08:18","modified_gmt":"2026-06-12T15:08:18","slug":"convivenze-di-fatto-legge-cirinna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiolegalepuce.it\/aca\/convivenze-di-fatto-legge-cirinna\/","title":{"rendered":"CONVIVENZE DI FATTO: LA DISCIPLINA INTRODOTTA DALLA LEGGE CIRINNA\u2019"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\"><em>La legge n. 76\/2016 ha introdotto un regime organico del fenomeno della convivenza dandone per la prima volta una definizione nella quale viene valorizzato lo stabile legame affettivo che unisce due persone maggiorenni non vincolate da rapporti di parentela, affinit\u00e0 o adozione, da matrimonio o da un\u2019unione civile. Oltre a disciplinare diritti ed obblighi dei conviventi, la Legge consente di regolare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Prima del 2016, l\u2019istituto della convivenza non era sconosciuto al nostro ordinamento, essendo stato oggetto di un\u2019articolata elaborazione giurisprudenziale e di plurimi interventi normativi, volti ad assicurare specifiche tutele ai conviventi. Si pensi, ad esempio, al diritto per le coppie conviventi di accedere alla procreazione medicalmente assistita (art. 5 legge 19 febbraio 2004, n. 40), al diritto del convivente dell\u2019imputato in un processo penale di astenersi dal testimoniare (art 199 co. 3 lett. a) c.p.p.), al diritto di subentrare nel contratto di locazione intestato all\u2019altro convivente in caso di morte di quest\u2019ultimo (Corte Cost. n. 404\/1988). Da tali interventi ne era scaturito un quadro frammentato e discontinuo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo della riforma \u00e8 stato quello di mettere ordine su tutta la normativa che, sino ad oggi, ha regolamentato i diritti delle coppie di fatto. La legge Cirinn\u00e0 definisce come convivenza quella condizione di \u201c<em>due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza, non vincolate da rapporti di parentela, affinit\u00e0 o adozione, da matrimonio o da un\u2019unione civile<\/em>\u201d (Art. 1 co. 36). Si tratta di un modello familiare che non richiede per la sua costituzione alcuna formalizzazione ma che trae origine da una condotta di vita degli interessati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Per l\u2019accertamento della \u201c<em>stabile convivenza<\/em>\u201d, la normativa fa riferimento alla \u201c<em>dichiarazione anagrafica<\/em>\u201d. Dunque, i due conviventi dovranno presentare al Comune di residenza un\u2019autocertificazione in carta libera, nella quale dichiarano di costituire una coppia di fatto e di coabitare nella stessa casa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-content-justification-stretch is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-33ccc8b1 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I diritti riconosciuti ai conviventi di fatto dalla legge n. 76\/2016 sono i seguenti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list has-medium-font-size\">\n<li>hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall\u2019ordinamento penitenziario, ad es. diritto di visita in carcere;<\/li>\n\n\n\n<li>in caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza nonch\u00e9 di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari;<\/li>\n\n\n\n<li>ciascuno di loro pu\u00f2 designare l\u2019altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati: a) in caso di malattia che comporta incapacit\u00e0 di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; ovvero, b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalit\u00e0 di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie;<\/li>\n\n\n\n<li>in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni;<\/li>\n\n\n\n<li>nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facolt\u00e0 di succedergli nel contratto;<\/li>\n\n\n\n<li>nel caso di cui l\u2019appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l\u2019assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parit\u00e0 di condizioni, i conviventi di fatto;<\/li>\n\n\n\n<li>al convivente di fatto che presta stabilmente la propria opera all\u2019interno dell\u2019impresa dell\u2019altro convivente spetta una partecipazione agli utili dell\u2019impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonch\u00e9 agli incrementi dell\u2019azienda, anche in ordine all\u2019avviamento, commisurata al lavoro prestato;<\/li>\n\n\n\n<li>il convivente di fatto pu\u00f2 essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno, qualora l\u2019altra parte sia dichiarata interdetta o inabilitata ai sensi delle norme vigenti ovvero ricorrano i presupposti di cui all\u2019art. 404 c.c.;<\/li>\n\n\n\n<li>in caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell\u2019individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Assegnazione della casa familiare nella convivenza di fatto<\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nell\u2019ipotesi di interruzione della convivenza, l\u2019assegnazione della casa familiare spetta al convivente di fatto collocatario dei figli minori o maggiorenni ma non economicamente autosufficienti, anche se non proprietario dell\u2019immobile o conduttore in virt\u00f9 di rapporto di locazione. La <em>ratio <\/em>\u00e8 quella di assicurare alla prole \u201c<em>la conservazione dell&#8217;habitat domestico, da intendersi come il centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si articola la vita familiare<\/em>\u201d (Cass. civ., sez. I, 13 dicembre 2018, n. 32231).&nbsp; Tale istituto determina, a carico della propriet\u00e0 o del godimento dell&#8217;altro convivente, una compressione momentanea dei diritti di godimento o di propriet\u00e0 del genitore non collocatario della prole che si protrae nel tempo fino al raggiungimento dell&#8217;indipendenza economica dei figli (Cass. civ., sez. I, 26 maggio 2004, n. 10102).   <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Quanto all\u2019opponibilit\u00e0 ai terzi del provvedimento di assegnazione, essa \u00e8 consentita solo in presenza della trascrizione del provvedimento <em>de quo <\/em>nei registri immobiliari. Tuttavia, qualora sussistano particolari condizioni, i Giudici di legittimit\u00e0 hanno dichiarato opponibile l\u2019assegnazione anche nel caso in cui la stessa non sia stata trascritta ed il trasferimento immobiliare a favore di terzi sia avvenuto prima dell\u2019assegnazione stessa. La questione \u00e8 stata affrontata dalla <strong>Cassazione<\/strong> con la <strong>sentenza n. 17971 dell\u201911 settembre 2015<\/strong>. Nel caso di specie, dopo la cessazione della convivenza di fatto, i Giudici di merito assegnavano la casa familiare alla convivente, madre di due minori; tuttavia, la societ\u00e0 immobiliare a cui l\u2019altro convivente aveva venduto l\u2019immobile, chiedeva la liberazione del bene, sulla base del fatto che questo era stato venduto alla predetta societ\u00e0 prima dell\u2019assegnazione e che detta assegnazione non era mai stata trascritta nei registri immobiliari. L\u2019iter argomentativo dei Giudici di legittimit\u00e0 si sviluppa attraverso l&#8217;esame di due temi, collegati fra loro: la qualificazione del rapporto che lega il convivente all&#8217;immobile adibito a casa familiare e il diritto dei figli nati fuori dal matrimonio alla conservazione dell&#8217;habitat familiare. Sulla prima questione, la Corte parifica la posizione del convivente a quella di un detentore qualificato, che esercita sul bene un diritto personale di godimento assimilabile a quello del comodatario. Secondo un orientamento consolidato, la convivenza <em>more uxorio<\/em> \u201c<em>determina, sulla casa di abitazione ove si svolge e si attua il programma di vita in comune, un potere di fatto basato su di un interesse proprio del convivente ben diverso da quello derivante da ragioni di mera ospitalit\u00e0<\/em>\u201d [\u2026] <em>Di talch\u00e9, l&#8217;estromissione violenta o clandestina dall&#8217;unit\u00e0 abitativa, compiuta dal convivente proprietario in danno del convivente non proprietario, legittima quest&#8217;ultimo alla tutela possessoria, consentendogli di esperire l&#8217;azione di spoglio<\/em>\u201d (Cass. civ., SS.UU., sent, 7 settembre 2004, n. 13603; Cass. civ., sez. II, sent. 2 gennaio 2014, n. 7). Quanto alla posizione dei figli nati da conviventi rispetto all&#8217;immobile adibito a casa familiare, per i giudici occorre salvaguardare, in forza del principio di responsabilit\u00e0 genitoriale <em>ex <\/em>art. 30 Cost., il diritto dei figli minori alla conservazione dell&#8217;habitat familiare; l&#8217;assegnazione della casa familiare risponde all&#8217;esigenza di mantenimento dei figli, a prescindere dalla qualificazione del loro status. In sintesi, la Suprema Corte ritiene irrilevante che la vendita fosse anteriore al provvedimento di assegnazione, mentre rileva che sia la qualit\u00e0 di detentore qualificato, sia la destinazione dell&#8217;immobile a casa familiare fossero preesistenti al trasferimento immobiliare. Non solo, la societ\u00e0 acquirente conosceva il vincolo di destinazione a casa familiare impresso all&#8217;immobile ed era consapevole del pregiudizio patrimoniale per il creditore, avendo anche partecipato al disegno volto a sottrarre l&#8217;immobile al patrimonio del debitore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-4fc3f8e1 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Il contratto di convivenza<\/span><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-4fc3f8e1 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Altra novit\u00e0 introdotta dalla legge Cirinn\u00e0 \u00e8 quella che consente ai conviventi di fatto di \u201c<em>disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza<\/em>\u201d. Questo deve essere stipulato, a pena di nullit\u00e0, in forma pubblica o di scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato, i quali devono attestarne la conformit\u00e0 alle norme imperative e all\u2019ordine pubblico. Il contratto deve poi essere iscritto all\u2019anagrafe del comune di residenza dei conviventi ai fini dell\u2019opponibilit\u00e0 ai terzi. Con il contratto di convivenza \u00e8 possibile disciplinare:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"has-medium-font-size\">il regime patrimoniale della convivenza;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-medium-font-size\">gli obblighi di contribuzione alle esigenze della famiglia, anche in considerazione dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa o domestica svolta dalle parti;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-medium-font-size\">le modalit\u00e0 di amministrazione e gestione dei beni comuni;<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-medium-font-size\">le modalit\u00e0 di assistenza reciproca in caso di malattia o incapacit\u00e0 d\u2019intendere e di volere (ad esempio: nomina del convivente come amministratore di sostegno o come fiduciario di disposizioni anticipate di trattamento ai sensi della legge n. 219\/2017);<\/li>\n\n\n\n<li class=\"has-medium-font-size\">le conseguenze in caso di cessazione della convivenza al fine di prevenire possibili contrasti (contributo al mantenimento della parte debole, divisione dei beni comuni, rimborsi e restituzioni, ecc.)                                                                                                   <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Il contratto si risolve automaticamente in caso di morte di una delle parti, di matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra uno di essi e una terza persona. Pu\u00f2, inoltre, essere risolto consensualmente o per recesso unilaterale, con le forme e pubblicit\u00e0 previste per la stipulazione. Nell\u2019ipotesi di recesso unilaterale, la dichiarazione di recesso deve contenere anche il termine, non inferiore a novanta giorni, concesso al convivente per lasciare l\u2019abitazione.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.studiolegalepuce.it\/aca\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/9-Cassazione-Civile-Sez.-I-11-settembre-2015-n.-17971.pdf\">https:\/\/www.studiolegalepuce.it\/aca\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/9-Cassazione-Civile-Sez.-I-11-settembre-2015-n.-17971.pdf<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Puce &amp; Partners Studio Legale &#8211; Articolo Redazionale&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La legge n. 76\/2016 ha introdotto un regime organico del fenomeno della convivenza dandone per la prima volta una definizione nella quale viene valorizzato lo stabile legame affettivo che unisce due persone maggiorenni non vincolate da rapporti di parentela, affinit\u00e0 o adozione, da matrimonio o da un\u2019unione civile. 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